CHI E' IL SORDO?
Il sordomuto è colui che ha subito un deficit a livello uditivo
prima dell'apprendimento della lingua parlata e il mutismo rappresenta
soltanto una conseguenza della sordità, difatti dal punto
di vista anatomico - fisiologico l'apparato si presenta regolare.
Per
comunicare il sordo può utilizzare vari metodi: quello verbaleche
si esplica attraverso l'utilizzo della lingua parlata e quello bimodale
che utilizza unitamente all'italiano segnato la lingua italiana,
ciò varia in base alla sua competenza linguistica.
Infatti, relativamente alla competenza linguistica il sordo può
essere:
-
monolingue, si esprime e comprende solamente in una lingua (italiano
o lingua dei segni);
- dominante nella lingua parlata, si esprime e comprende la lingua
italiana meglio della lingua dei segni;
- dominante nei segni, si esprime e comprende meglio la lingua dei
segni rispetto a quella italiana, ma riesce ugualmente a capire
brevi e semplici conversazioni parlate;
- bilanciato, cioè si esprime e comprende in modo sufficiente
entrambe le lingue parlata e segnica;
- bilingue, si esprime e comprende fluidamente sia la lingua dei
segni che quella parlata.
Il
sordo, qualsiasi sia la sua competenza linguistica, inserito in
un contesto scolastico ha bisogno di figure professionali o meglio
un'equipe ben preparata pronta a garantirgli quel diritto allo studio
previsto anche dalla Costituzione Italiana.
Le
figure professionali che favoriscono l'integrazione, la crescita
e la formazione dal punto di vista scolastico e extra scolastico
sono moltleplici, esamineremo solo quelle principali a livello scolastico:
1)
Insegnante di sostegno,
2) Interprete di Lingua dei Segni Italiana, specializzato nell'interpretariato
scolastico, comunemente e in modo improprio definito "assistente
alla comunicazione", confondendo il termine "assistente"
con la funzione che svolge che è di assistenza alla comunicazione.
INSEGNANTE DI SOSTEGNO
L'insegnante di sostegno è un docente specializzato che ha
acquisito un titolo di sostegno dopo aver frequentato uno specifico
corso, nel quale purtroppo, non vengono quasi mai trattati e approfonditi
i metodi di comunicazione, in particolar modo quello bimodale.
L'insegnante di sostegno è un docente qualificato e competente
solo ed esclusivamente per la didattica.
Quindi,
le competenze dell'Insegnante di sostegno potrebbero essere quelle
di:
- approfondire l'handicap di cui è affetto l'alunno per favorirne
l'approccio;
- capire e valutare le conoscenza e le capacità dell'alunno
sordo;
- instaurare un rapporto solido con l'alunno;
- fungere da supporto per i colleghi curricolari;
- mediare nei rapporti tra il corpo docente e l'alunno sordo;
- impostare in accordo con gli altri docenti le lezioni, al fine
di renderle accessibili e fruibili all'alunno sordo;
- preparare prove di verifica idonee, possibilmente schematizzate
o quiz a risposte multiple.
E'
vero anche che nel momento in cui l'alunno sordo non presenta altri
deficit o handicap, inabilità, ecc... l'unico problema che
si pone, a cui la scuola dovrebbe far fronte, è quello di
tipo comunicativo.
La
scuola quindi, dovrebbe garantire la presenza prioritaria, di un
esperto della comunicazione offrendo così, al Sordo la possibilità
di poter "ascoltare" la lezione e partecipare attivamente
alla vita scolastica. Solo cosi si avrebbero pari opportunità
tra sordi e udenti e si abbatterebbero le cosiddette barriere della
comunicazione.
La
vera integrazione per l'alunno sordo avverrà solo quando
chi lo circonda comprenderà che la sordità non provoca
deficit cognitivi ma soltanto difficoltà comunicative.
Nel
momento in cui al sordo viene assicurato lo strumento specifico
che funge da ponte di comunicazione tra due lingue e due culture
allora si che gli è stato garantito il diritto allo studio
sancito dalla nostra Costituzione.
Inoltre,
si ritiene opportuno che nei corsi universitari abilitanti gli insegnanti
di sostegno vengano previste delle ore, non solo per nozioni relative
le teorie, le tecniche e i metodi sulla comunicazione del bambino
sordo, ma anche ore di pratica per l'apprendimento basilare della
Lingua dei Segni, 1° lingua del sordo.
INTERPRETE L.I.S.
L'interprete
è la persona abilitata a tradurre dalla lingua parlata in
quella dei segni e viceversa.
L'interprete,
quindi, compie un processo di elaborazione sul messaggio dalla lingua
di partenza per riformularlo nella lingua di arrivo, utilizzando
con padronanza sia il canale acustico-verbale che quello visivo-gestuale.
Rispetto
all'enunciato, la traduzione può essere simultanea o consecutiva.
L'interprete
deve essere in grado di comprendere le lingue e le culture nelle
quali opera e integrarvisi perfettamente, la traslazione del messaggio
deve avvenire sia a livello linguistico che culturale.
In
Italia si sta diffondendo la figura professionale dell'Interprete
L.I.S. in ottemperanza degli artt. 9 - 13 - 16 della Legge 104/92.
Attualmente sia il profilo economico che professionale di questa
figura non è stato ancora definito dalla normativa vigente.
A
sopperire tale mancanza ha provveduto l'Associazione Nazionale di
Categoria degli Interpreti di Lingua dei Segni Italiana A.N.I.M.U.
stilando il seguente profilo professionale dell'Interprete L.I.S.:
- istruzione superiore o diploma universitario a seconda degli ambiti
lavorativi;
- ampia cultura,
- flessibilità,
- ottima memoria,
- competenza linguistica nella L1 e nella L2,
- competenza comunicativa anche attraverso l'utilizzo del metodo
verbale,
- capacità di lavorare in equipe,
- equilibrio emotivo.
E'
stato stilato anche il codice deontologico al quale l' interprete
si deve attenere:
- segreto professionale,
- fedeltà del messaggio,
- discrezionalità,
- imparzialità,
- competenza linguistica nella L1 e nella L2,
- adeguatezza,
- rispetto del tariffario in vigore sul territorio nazionale.
L'assistenza
alla comunicazione e quindi parliamo dell'ambito scolastico, deve
essere una specializzazione nel settore scolastico che consegue
l'interprete generico dopo che ha frequentato un corso di almeno
1200 ore.
Quanto
detto, poiché nella scuola viene utilizzata una terminologia
settoriale e tecnica propria delle materie scolastiche e per essere
resa in lingua dei segni occorre avere alla base una preparazione
solida e forte.
Non
bastano quindi 400-500 ore di corso che qualche ente, non riconosciuto
o autorizzato, a titolo privato, forse per perseguire altri fini,
continua ad organizzare offrendo titoli idonei all'espletamento
di tale funzione, visto che non esiste una normativa di riferimento
a livello legislativo, ma nel contempo alcuna preparazione di tipo
professionale.
Corsi
di così poche ore NON possono garantire né la qualità
del servizio né uno strumento idoneo per il bambino sordo
ai fini dell'apprendimento scolastico, anzi si continua a screditare
la categoria di chi veramente esercita tale funzione da vero e proprio
professionista.
L'interprete
di lingua dei segni italiana specializzato nell'interpretariato
scolastico può offrire una funzione di assistenza alla comunicazione
che può essere di tipo verbale o segnica.
L'interprete
L.I.S. con funzione di assistenza alla comunicazione deve saper
mediare la pecularietà e la pluralità delle diverse
discipline, ognuno delle quali ha un suo mondo, un suo linguaggio
specifico e soprattutto una sua didattica rendendola fruibile all'alunno
sordo.
REQUISITI
PROFESSIONALI
L'interprete
L.I.S. specializzato in interpretariato scolastico deve essere in
possesso dei seguenti requisiti e competenze:
-
diploma di scuola superiore per operare fino alla scuola media inferiore;
- diploma universitario o laurea per operare nella scuola media
superiore e nelle Università;
- qualifica di interprete di lingua dei segni italiana,
- deve conoscere così bene la L.I.S. tanto da saper mettere
non solo in segni la voce, ma anche i segni in voce in maniera fluida.
- l'interprete deve mettere nell'intonazione della voce, nell'uso
delle parole, nell'espressione nella postura, ec.. tutte quelle
informazioni metatonative capaci di rendere all'insegnante di sostegno
o curricolare la qualità e la quantità della preparazione
dell'alunno stesso;
- deve saper comprendere e produrre l'I.S. (Italiano Segnato) che
talvolta si rende necessario nella didattica di alcune discipline,
come "diritto" , "linguistica", "economia",
ecc...
- deve padroneggiare modi/mezzi comunicativi quali la dattilologia;
- deve conoscere le modalità comunicative (ISE, IS)
- deve conoscere bene la cultura e la comunità dei sordi,
al fine di garantire una giusta decodificazione e riformulazione
nella lingua parlata di forme idiomatiche proprie del mondo dei
Sordi ;
- deve aver una buona conoscenza dei metodi, delle teorie e delle
tecniche, non solo segniche o verbali,
- deve avere abilità di labiolettura propria dei sordi e
orecchio allenato alla fonazione del bambino sordo e, in perfetto
accordo con il logopedista, correggere suggerendo la giusta articolazione
e fonazione di qualche parola, quando ciò si rende necessario;
- deve avere una ampia conoscenza e cultura, il problema didattico
fondamentale è dato dal fatto che teoricamente dovrebbe avere
competenze: linguistiche, logico - matematiche e tecniche. Ciò
è chiaramente impossibile. Segue quindi, il processo formativo
di pari passo con l'allievo sotto l'occhio vigile dei docenti curricolari
e dell'insegnante di sostegno,
- deve aver conoscenza e coscienza di essere un operare in equipe,
cioè di operare in una struttura pianificata. Infatti, varie
sono le professionalità specializzate che collaborano nell'educazione
e nella formazione del bambino sordo: otorino, logopedista, psicologo,
assistente sociale, psicomotricista, insegnante, insegnante di sostegno,
interprete scolastico, ecc.. Queste figure operano in rete sia a
livello scolastico che extra -scolastico, operare in rete significa
coordinare il proprio lavoro con quello degli altri operatori senza
invasioni di campo;
- deve essere sempre cosciente del proprio ruolo e non confonderlo
con la funzione di docenza, che spetta esclusivamente in piena libertà
agli insegnanti, egli non è un docente ma un mediatore che
rende scorrevole la comunicazione tra il sordo e il mondo circostante,
- deve avere serenità ed equilibrio emotivo e comportamentale.
Infatti, può accadere che il legame affettivo tra l'interprete
e il bambino diventi così forte, da far si che egli si sostituisca
al bambino stesso. Il bambino non sa rispondere, l'interprete sa
che il bambino non sa, anzi a volte sa perché non lo può
sapere! Ed è troppo facile in quei momenti sostituirsi al
bambino, rincalzare le sue risposte, sostenerlo, camuffare le sue
carenze, ecc.., diventerebbe però troppo difficile per l'insegnante
avere un'idea nitida sulla vera preparazione del bambino e sulle
sue capacità.
L'interprete non filtra le informazioni.
L'interprete non deve decide cosa dire o cosa non dire al bambino.
L'interprete
non decide ne interviene nella didattica.
L'interprete
è uno strumento indispensabile, attraverso il quale il bambino
può assimilare informazioni e concetti che diversamente non
gli sarebbero trasmessi in modo consono e nel pieno rispetto della
tua difficoltà di comunicazione e della sua Lingua.
L'interprete
è il mezzo attraverso cui il bambino sordo si accultura,
cresce e si sviluppa nella società, così come ogni
altro bambino